Divulgare per Dialogo Psicologia
 

Una critica e una divulgazione che interroghino il soggetto.
Provocare un desiderio, un desiderio di conoscere

 


 

"Divulgare vuol dire condividere, condividere vuol dire partecipare insieme ad un progetto di crescita"

 

Qual è il significato di divulgare? Cosa si intende per divulgare un pensiero scientifico?

 

Facciamo riferimento a quell’attività, di comunicazione e di dialogo, riformulata con adattamenti del linguaggio gergale e specialistico, rivolta ad un pubblico grande ed abbastanza eterogeneo, che concorre a diffondere la cultura scientifica senza specifiche intenzioni formative, per accrescere la percezione dell’importanza della scienza e della cultura nell’ambito delle attività umane e rafforzarne il radicamento nella società, nelle idee e nelle rappresentazioni di quest’ultima.


E' chiaro che divulgare un pensiero scientifico è molto complesso con cui si prova a “maneggiare” questioni molto vaste e concetti articolati, provando a parlarne in maniera semplificata, tuttavia lasciando aperture tali per rimandare alla vastità di quanto si affronta. Consapevole di quanto tutto ciò, penso sia importante, e tuttavia possibile, mobilitare un pensiero critico e sollecitare alcune domande o curiosità nei confronti dei temi affrontati.

Quando ho pensato alla possibilità di realizzare questo progetto, ho tenuto a mente il desiderio di dialogare; di criticare le certezze e di problematizzare le critiche più frequenti con le quali le categorie ingenue spesso si confrontano; di riflettere su queste idee ingenue; di sollecitare, stimolare e creare, laddove fosse possibile, un interesse attento e il più libero possibile dai luoghi comuni e vicino al piacere di capire e scoprire.

Ho immaginato uno spazio in cui confrontarsi su aspetti complessi delle discipline che si interessano all’uomo (nello spcifico Psicologia Clinica, Psicoterapia Psicoanalitica e Psicoanalisi); curiosità relative alla salute e alla malattia mentale; alle profonde interconnessioni che l’uomo è in grado di creare con gli altri individui e di intessere nella cultura e nella società. Strumento elitario, unico per il potere di incontrare, criticare, evocare, stimolare e costruire, è il dialogo, che richiama una relazione significativa tra parti che si incontrano attraverso numerose modalità di interazione.

Quello che spero possa avvenire attraverso l’uso del dialogo e del linguaggio, lo prendo a prestito dalle parole di uno psicoanalista francese che evidenzia la funzione stessa del linguaggio:

“la funzione del linguaggio non è d’informare, ma d’evocare, alcune questioni vanno poste in un modo da creare qualcosa di più che informarci: (bensì) evocare in noi la possibilità di nuovi pensieri e riflessioni...” (J. Lacan)

È questo l’obiettivo principale con cui affrontiamo le questioni inerenti al sito, con le opportunità che offriamo di creare e stimolare nessi nelle questioni trattate nel nostro spazio di interesse particolare.

Dott. Luigi Antonio Perrotta
 

 

Il dialogo è una forma preziosa per la comprensione delle cose. Esso consente di entrare nel discorso, nel pensiero che lo anima. Permette di approfondire ciò che si studia, di cogliere quegli aspetti che non si sono ancora rivelati. In psicologia, più che in nessun altra disciplina, il dialogo è un momento necessario all’elaborazione. In un tempo relativamente breve, la psicologia ha elaborato una molteplicità di modelli del funzionamento mentale; essi appaiono tutti dotati di senso e ricchi di suggestioni. Percorsi nati dall’osservazione delle molteplici modalità attraverso cui l’uomo esprime il suo mondo interno: il comportamento, l’affettività, la conoscenza, la sessualità, la memoria. Appaiono anche i complessi intrecci tra la psicologia, la psicoterapia, la psichiatria. Ambiti del sapere affini, ma dotati ciascuno di una significativa autonomia. Questo vuole essere un luogo in cui sia possibile scambiarsi idee e riflessioni, proporre esperienze, aprire dibattiti e confronti. Tutto ciò che in esso compare è attentamente vagliato da più persone, esperte in particolari ambiti della psicologia oltre che in quello professionale della psicoterapia.
È un luogo che può assolvere alla sua funzione solo mediante il contributo di tutti; a partire dalla partecipazione e dall’apporto arricchente di chi interviene, sarà possibile restituire e diffondere riflessioni e pensieri che a loro volta possono funzionare da stimolo per altri interventi.

Prof. Giovanni Starace

 

 

Divulgare un pensiero psicologico è sempre un’esperienza complessa e piena di difficoltà, ma anche ricca di spunti interessanti e di sfide stimolanti. Condividere un’esperienza in tal senso resta un elemento centrale di crescita e conoscenza, e per questo il ruolo del sito “dialogo psicologia”, ha permesso di “mettere in comunione” informazioni, esperienze, riflessioni, studi fatti sui più importanti fenomeni psicologici, e credo potrà fare ancora molto in futuro. Il sito si arricchisce continuamente di tante sfaccettature, propone e getta lo sguardo su diverse problematiche, affrontandole sempre con spirito critico e con la possibilità di dar voce alle stimolanti richieste pervenute da chi ne è interessato e curioso, ponendosi e ponendo delle domande, sollevando dubbi e riflessioni. Ritengo personalmente che la forza di questo spazio di riflessione sia rappresentata dalla possibilità di utilizzarlo liberamente, riunendo la capacità e la voglia di esplorare nuove dimensioni di curiosità e dubbio dei diversi fruitori che, quasi per una magica capacità di interconnettersi, si pongono e propongono gli stessi interrogativi condivisi da molti altri, provando, insieme a tutti quanti collaborano al progetto, a darne una chiara e quanto più esaustiva risposta possibile. Mi auguro sempre che questa magia possa continuare a fluire libera, senza costringersi in automatismi e rigidità che ne possano bloccare la libera trasmissione di idee. Un ringraziamento in particolare va a tutti coloro che hanno partecipato, partecipano e parteciperanno, in quanto ogni pezzetto di vita professionale che hanno messo in comune, arricchisce esponenzialmente tutti quelli che si consentono di beneficiarne.

Dott. Mauro Incordino

 

 

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