«[…] Il modo migliore di mantenere viva l’eredità lasciata da Freud è quello di trasmetterne tutto il dinamismo istaurando un dialogo con lui attraverso ciò che ci ha affidato»

Quinodoz J.

 

«La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore? Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi»

Carl Gustav Jung

 


 

Cos'è la Psicoanalisi?

 

La Psicoanalisi è una scienza vasta e complessa. Suscita molte domande ed è molto difficile formulare delle risposte chiare ed esaustive.

In questa sezione intendiamo provare a dare una risposta ad alcune delle curiosità più frequenti rispetto alla Psicoanalisi, provando a riflettere su ciò che essa è e rappresenta.

Abbiamo visto i concetti della psicoanalisi ben insegnati, e li abbiamo visti insegnati male. “Tutto quello che fate – dichiarava un vecchio docente all’inizio del suo corso – è determinato da forze che stanno dentro di voi e delle quali siete totalmente inconsapevoli” . Questo tipo di approccio fa apparire le idee psicoanalitiche esoteriche ed estranee, e dà alle affermazioni dei teorici della psicoanalisi un tono arrogante e minaccioso. Se ben insegnati, questi concetti particolarmente difficili, hanno la capacità di arricchire anziché impoverire, di rafforzare anziché indebolire, di approfondire l’esperienza anziché renderla tormentata.

(Stephen A. Mitchell e Margaret J. Black. “L’esperienza della Psicoanalisi, storia del pensiero psicoanalitico moderno”)

 

Il cinema e i fumetti propongono l’immagine del paziente sdraiato sul lettino, che parla ininterrottamente guardando nel vuoto, mentre un signore con la barba, più anziano, silenzioso e anonimo, prende appunti. Molte persone che non hanno familiarità con la psicoanalisi la temono, la considerano la via d’uscita dei codardi, l’ammissione della sconfitta, la cessione del controllo e dell’autorità a un estraneo.


Ma che dire di coloro che hanno tratto beneficio dalla psicoanalisi o che la praticano? Le loro voci non vengono ascoltate spesso. Il problema è che i concetti della psicoanalisi derivano e riguardano fondamentalmente l’esperienza del processo psicoanalitico, un’esperienza intensamente emotiva, oggetto di grandi investimenti, profondamente personale per entrambi i partecipanti. Visto dall’interno, con gli occhi di coloro che praticano e studiano la psicoanalisi, oltre che di coloro che si sono sottoposti a un’analisi "riuscita", il mondo della psicoanalisi è un luogo ricco e affascinante. I suoi concetti di base e le sue modalità di pensiero sono intrisi della vivacità che viene dall’esperienza, dalla chiarezza concettuale e dalla continua applicabilità pratica alla condotta nella vita quotidiana. Il pensiero psicoanalitico contribuisce a legare insieme settori diversi dell’esperienza: il passato e il presente, la veglia e il sonno, il pensiero e il sentimento, gli eventi interpersonali e le fantasie private.
 

Alla mente di chi ha una formazione psicoanalitica, i concetti della psicoanalisi forniscono strumenti utili per espandere, consolidare e arricchire la propria vita e le proprie relazioni con gli altri. E tuttavia è difficile comunicare tutto questo a chi non ne ha avuto esperienza. A coloro per i quali la psicoanalisi non è una realtà vissuta, i suoi concetti possono sembrare strani, astratti, alieni e distanti. A volte è difficile credere che proprio questi concetti siano tratti dalla reale esperienza umana.
 

Ma c’è dell’altro. Rispondere alla domanda:"che cos’è la psicoanalisi?" è reso più complicato dalla presenza di diversi e grandi miti relativi alla psicoanalisi, tutti molto diffusi sia nell’opinione pubblica più popolare sia tra le persone colte. Gli psicoanalisti stessi, spesso, hanno contribuito e contribuiscono ancora notevolmente al perpetuarsi di queste concezioni fuorvianti. Proviamo ad esplorarne qualcuno.

A dirla con Freud 


"Se tra di voi vi dovesse essere qualcuno che non si sentisse soddisfatto di una tale conoscenza fugace della psicoanalisi, ma volesse entrare in una relazione durevole con essa, non solo glielo sconsiglierei, ma lo metterei in guardia dal farlo. Per come stanno le cose attualmente con una tale scelta professionale egli si distruggerebbe qualsiasi possibilità di successo universitario, e se scegliesse di vivere come medico praticante si troverebbe in una società che non comprende i suoi sforzi, che tratta con diffidenza e in modo ostile chi li compie, e gli scatena contro tutti gli spiriti maligni che si annidano in essa".

Sigmund Freud
 


Di Cosa Parliamo?

 

 

Mito numero 1

Mito numero 2  

   Mito numero 3

  Mito numero 4

 
 
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